Sarà prorogato fino a giovedì 10 settembre il taglio di 17 centesimi delle accise sul gasolio in scadenza domani. Questo l’annuncio del Governo che, per l’ennesima volta, rimanda un serio intervento in materia.
Il messaggio ai cittadini è chiaro: non ha il coraggio di mettere in atto un taglio congruo e realmente in grado di ridurre l’impatto del caro carburanti e non intende intaccare gli extraprofitti delle grandi aziende energetiche. A farne le spese, ancora una volta, sono le famiglie.
Con gli attuali sovrapprezzi, mediamente, ogni famiglia subisce aggravi di oltre 519 euro annui (in termini diretti sui rifornimenti e indiretti sui prezzi). Aggravi che pesano sulla domanda interna e sull’intero sistema produttivo.
Il taglio spot, tra l’altro insufficiente e limitato al solo gasolio, non è più sufficiente. È necessario e urgente intervenire:
- Disponendo controlli severi e stringenti su fenomeni speculativi sui prezzi e sulla qualità dei carburanti erogati.
- Applicando uno sconto di almeno 20 centesimi sulla benzina e di almeno 25 sul diesel, per un periodo adeguato di tempo e non in modo spot, per pochi giorni, come fatto finora.
- Mettendo mano in maniera più incisiva alla tassazione, scorporando una volta per tutte le accise dal calcolo dell’IVA (che dà luogo alla insopportabile applicazione di una tassa sulla tassa) e applicando una reale tassazione sugli extraprofitti delle aziende energetiche.