Carburanti: la doppia velocità colpisce ancora. Prezzi ingiustificatamente alti nonostante il calo del petrolio.

Aggravi complessivi fino a +561,82 euro annui a famiglia per costi diretti e indiretti.

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Dopo gli annunci rassicuranti sulla riapertura dello stretto di Hormuz le quotazioni del petrolio si sono riassestate lentamente su livelli più bassi. Così non accade, invece, per i carburanti, che ancora segnano prezzi alla pompa ingiustificatamente alti.

Come da anni denunciamo instancabilmente, i prezzi sono sempre pronti a schizzare all’insù alla velocità della luce, ma mai ad adeguarsi al ribasso non appena scendono le quotazioni. Anzi, spesso non tornano affatto al livello a cui sarebbe opportuno si attestassero. È quella che abbiamo denominato, tristemente, la doppia velocità dei prezzi dei carburanti.

L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, che da anni monitora attentamente le evoluzioni dei prezzi dei carburanti, ha stimato che, prendendo in considerazione i livelli attuali delle quotazioni del petrolio e il tasso di cambio Euro/Dollaro, tenendo conto anche delle variazioni intervenute sulle accise, vi sono importanti margini di riduzione dei prezzi sia per la benzina che per il gasolio.

Nel dettaglio, oggi, i prezzi alla pompa registrano +19,7 centesimi al litro per la benzina e +29,2 centesimi al litro per il gasolio. Gli attuali sovrapprezzi determinano ricadute importanti per i cittadini, pari a +236,40 euro annui per una famiglia che ha un’auto a benzina e +280,32 euro annui per una famiglia che ha un’auto a gasolio. Questo solo in termini diretti, a cui si aggiungono aggravi di +281,50 euro annui a famiglia (per tutte le famiglie, anche quelle che non hanno un’auto) dovuti alle ripercussioni che l’incremento dei carburanti determina sui prezzi dei beni di largo consumo, trasportati per oltre l’86% su gomma.

Una situazione inaccettabile, a cui è necessario e urgente dare risposta, prima di tutto con severi controlli e sanzioni da parte del Governo e delle Autorità competenti nei confronti di chi applica prezzi esagerati e non adegua i listini al ribasso. Inoltre, è necessario adottare un meccanismo in grado di stroncare sul nascere le speculazioni: come fatto in Grecia, andrebbe introdotto un tetto ai margini d’intermediazione che, in base all’andamento delle quotazioni internazionali delle materie prime di riferimento, non permetta la crescita dei prezzi alla pompa oltre quanto sia ragionevole.

Inoltre, è giunto il momento scorporare, una volta per tutte, le accise dal calcolo dell’IVA, che genera una inaudita imposizione di una tassa sulla tassa.

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