Carburanti: protestano trasportatori e agricoltori, ora servono misure urgenti a tutela dei cittadini.

Urgente frenare impatto sui prezzi.

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Le mobilitazioni degli autotrasportatori e degli agricoltori che hanno bloccato il Sud Italia sono un segnale da non sottovalutare. Dalla mezzanotte del 16 ottobre è scattata la protesta dei tir in Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia, mentre la protesta si aggiunge ai presidi in corso da giorni degli agricoltori. La crisi del caro carburante non riguarda solo chi produce e trasporta merci: riguarda tutti i cittadini, perché ogni aumento dei costi di produzione e di trasporto fa crescere i prezzi al consumo.

I dati diffusi oggi dall’Istat lo confermano: a settembre l’inflazione sale al 4,2% (da +3,3% di agosto), trainata dagli energetici e dagli alimentari. Si tratta di rincari che colpiscono soprattutto le famiglie a basso reddito, i pensionati e i nuclei più vulnerabili, per i quali energia e alimentari rappresentano la quota principale della spesa. E finito l’effetto del taglio dell’accisa sul diesel la situazione peggiorerà ulteriormente.

Per questo è urgente e indispensabile intervenire, non è più possibile rimandare misure efficaci e incisive in grado di evitare conseguenze drammatiche per le famiglie: accise mobili che scattino tempestivamente e con tagli adeguati, controlli rigorosi per contrastare fenomeni speculativi lungo la filiera dei carburanti e dei prodotti alimentari, scorporare le accise dal calcolo dell’IVA sui carburanti.

Anche sul fronte bollette non c’è tempo da perdere, servono: il rafforzamento dei bonus sociali e misure di sostegno mirate per le famiglie in difficoltà. l’estensione della platea di bonus sociali, il disaccoppiamento della determinazione del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas, una riforma degli oneri di sistema che ripulisca la bolletta da voci obsolete e sposti alcuni oneri sulla fiscalità generale.

Le risorse per queste misure vanno trovate anche attraverso la tassazione degli extraprofitti delle aziende energetiche che, finora, non si ha avuto il coraggio di mettere in atto.

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