Si è tenuta oggi una riunione della Commissione di allerta rapida sui prezzi indetta dal Garante, ormai con cadenza settimanale, per monitorare l’andamento dei prezzi dei carburanti.
Ci spiace rilevare, come purtroppo da troppe settimane ci sentiamo dire, che c’è margine per una riduzione dei prezzi dei carburanti, in particolare per il diesel, che però non avvengono mai. In particolare, dalla riunione odierna è emerso che c’è spazio per una riduzione dei prezzi alla pompa di -5 centesimi al litro per la benzina e -9 centesimi al litro per il gasolio.
Riduzioni che, se avvenissero, consentirebbero un risparmio pari a circa 84 euro annui a famiglia per i costi diretti relativi ai carburanti e di ulteriori 102 euro annui per i costi indiretti dovuti alle ripercussioni del carburante sul trasporto su gomma dei beni di largo consumo.
Si tratta, di fatto, di possibili risparmi negati alle famiglie, nonostante le stesse associazioni di categoria dei petrolieri ammettano che lo spazio per l’abbassamento di prezzo ci sia.
Dunque, la riduzione decisa dal Governo dello sconto sulle accise della benzina e del gasolio, rispettivamente a soli 5 e 10 centesimi, si rivela quantomeno prematura, e infatti ha già prodotto un aumento dei prezzi alla pompa, la cui dinamica in Italia adesso è superiore a quella che si osserva negli altri grandi Paesi europei, che prima d’ora esponevano invece dati negativi peggiori, usati dal Governo quasi come un alibi per evitare di assumere misure correttive più ampie ed efficaci.
I dati Istat hanno iniziato a rilevare i pesanti effetti che questi rincari hanno sull’inflazione, e ci preoccupano estremamente, soprattutto nella prospettiva di un ulteriore peggioramento che durerà, secondo tutti gli Osservatori economici, almeno per tutto il 2026, colpendo il reddito disponibile delle famiglie, provocando una contrazione dei mercati e apportando effetti negativi sul PIL e sui conti pubblici del nostro Paese.
“Adesso serve che dalle rilevazioni dei dati si passi ad azioni più incisive: chiediamo al Mimit di spingere decisamente le compagnie petrolifere ad applicare i ribassi in modo adeguato a queste analisi e di verificare, anche attraverso le autorità preposte alla vigilanza, la GdF e le forze di polizia locale, che tali ribassi avvengano in maniera coerente con l’andamento di mercato. – affermano Michele Carrus Presidente Federconsumatori, Anna Rea Presidente Adoc e Furio Truzzi Presidente Onorario Assoutenti – Chiediamo, inoltre, al Governo, di mantenere tagli adeguati delle accise, che da noi sono forse le più alte d’Europa, e di adottare ulteriori misure di sostegno economico alle famiglie, imponendo limiti ai ricarichi di costi d’intermediazione lungo le filiere commerciali, riducendo l’Iva su molti generi di largo consumo e il carico fiscale sperequato per i redditi fissi, traendo i fondi necessari dalla lotta all’evasione e dalla tassazione sugli extraprofitti delle aziende dei settori energetico e petrolifero, finanziario, commerciale e digitale.”
Il potere d’acquisto dei cittadini con redditi fissi, diminuito del 7,8% rispetto al 2021, è ridotto a un livello che rende ormai insopportabili ulteriori aggravi (soprattutto per le fasce più deboli), a maggior ragione se ingiustificati. Per questo continueremo a monitorare e valutare attentamente il possibile insorgere di operazioni di cartello sui prezzi dei carburanti, che da numerose segnalazioni appaiono seguire un andamento sostanzialmente uniforme nel territorio e nei diversi canali distributivi, per i diversi venditori, e nel caso non esiteremo a sporgere denuncia all’AGCM e al Garante dei prezzi.