Fiducia ai minimi da tr3 anni: famiglie sotto pressione tra caro energia e potere di acquisto in calo.

Urgenti misure di sostegno, a partire dalla proroga del taglio delle accise.

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Con diversi conflitti in atto, una crisi energetica che si fa di giorno in giorno più preoccupante e il potere di acquisto in continuo ribasso, non sorprende affatto che la fiducia dei consumatori sia in calo: si registra oggi il dato più basso da tre anni.

In particolare, rileva l’Istat stamattina, ad aprile 2026 il clima di fiducia dei consumatori passa da 92,6 a 90,8. In calo anche l’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese, che passa da 97,3 a 95,2.

“Tra i consumatori, si evidenzia un diffuso peggioramento delle opinioni, soprattutto di quelle sulla situazione economica del Paese” – riferisce l’Istituto di Statistica. Un dato purtroppo inevitabile, che rispecchia bene la fase di incertezza e preoccupazione che le famiglie stanno vivendo.

Appena ieri l’Istat ha attestato come, tra il primo trimestre 2021 e il quarto del 2025, le retribuzioni contrattuali si sono ridotte del 7,8%, mentre, nello stesso periodo, il tasso relativo al carrello della spesa è aumentato 24%.

Una situazione che, nonostante le narrazioni rassicuranti del Governo, non accenna a migliorare: oltre alle rinunce e ai tagli sui consumi, persino nel settore alimentare, il nostro Osservatorio Nazionale rileva, da inizio anno, un aumento medio dei prezzi del +5% su un paniere essenziale di prodotti agroalimentari e per la cura della persona. Rincaro che, in termini annui, pesa sulle tasche delle famiglie per +319 euro.

È urgente che il Governo intervenga per dare risposte concrete alle famiglie, aiutandole ad affrontare questa fase di incertezza e di difficoltà:

  • Prima di tutto prorogando il taglio delle accise sui carburanti e, contestualmente, monitorando e sanzionando severamente i fenomeni speculativi.
  • Disponendo una rimodulazione dell’Iva sui generi di largo consumo (che consentirebbe un risparmio di oltre 516 euro annui a famiglia).
  • Intervenendo sul bonus energia, con importi più consistenti, adeguati ad affrontare l’attuale situazione, e con soglia di accesso innalzata, anche temporaneamente, alle famiglie con Isee fino a 25000 o poco più.
  • Creando un Fondo di contrasto alla povertà energetica e una azione di contrasto alla povertà alimentare.
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