Benzina: ancora una volta è mancato il coraggio di intervenire seriamente sui carburanti.

Servono sconti adeguati, controlli stringenti e una vera tassazione sugli extraprofitti.

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Purtroppo, come temevamo, è mancato ancora una volta il coraggio di intervenire seriamente sulla questione carburanti. Il Governo, nel Consiglio dei ministri di ieri, si è limitato a prorogare lo sconto (già ampiamente assorbito dai rincari) di 17 centesimi sul gasolio, fino al 5 settembre.

La novità consisterebbe nel reperimento delle risorse necessarie: non, come chiedevamo, imponendo una tassazione degli extraprofitti delle aziende energetiche che in questi anni non hanno smesso di incrementare i propri guadagni, mentre il potere di acquisto delle famiglie si assottigliava di giorno in giorno e la povertà energetica avanzava, bensì con un meccanismo di acconto fiscale delle tasse sui dividendi a carico dei grandi colossi energetici.

Allo studio del Governo, inoltre, una non meglio definita agevolazione per sostenere i costi dei carburanti, probabilmente in busta paga, destinata alle famiglie secondo “criteri selettivi sulla base del reddito” che finiranno, con tutta probabilità, per definire una platea così circoscritta e limitata da rendere inaccessibile la misura alla maggior parte dei cittadini colpiti dai rincari.

Continuiamo a sostenere la necessità di interventi decisi, coraggiosi e soprattutto efficaci:

  • Visti gli attuali sovrapprezzi (pari a +26 centesimi al litro per la benzina e +19 centesimi al litro per il gasolio secondo le stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, con ricadute per le famiglie oltre 519,50 euro annui in termini diretti e indiretti) è urgente disporre controlli severi e stringenti su fenomeni speculativi sui prezzi e sulla qualità dei carburanti erogati.
  • È necessario disporre uno sconto di almeno 20 centesimi sulla benzina e di almeno 25 sul diesel, per un periodo adeguato di tempo e non in modo spot, per pochi giorni, come fatto finora.
  • È necessario intervenire in maniera più incisiva sulla tassazione, scorporando una volta per tutte le accise dal calcolo dell’IVA (che dà luogo alla insopportabile applicazione di una tassa sulla tassa) e la definizione di una reale tassazione sugli extraprofitti delle aziende energetiche (e non solo): una misura di equità, ben diversa dall’anticipo della tassazione già dovuta.
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