Inflazione: impercettibile calo a luglio, ma la tregua è destinata a finire.

Con il tasso a questi livelli, ricadute di 924,60 euro annui a famiglia.

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Ulteriore lieve flessione del tasso di inflazione, che, a luglio, scende al +2,8% dal +3% del mese precedente.

Una frenata minima, dovuta alla riduzione dei prezzi degli alimentari non lavorati (da +4,4% a +3,8%), e dei beni energetici non regolamentati (da +13,3% a +10,6%). Tra questi ultimi rientrano le bollette di gas e luce sul mercato libero e i costi dei carburanti: visti gli attuali andamenti dei prezzi è facilmente intuibile, quindi, come questa tregua sia breve e destinata a finire.

Il nostro Osservatorio Nazionale ha calcolato che, con il livello attuale dell’inflazione, le ricadute sulle tasche delle famiglie saranno pari a +924,60 euro annui, e destinate a peggiorare ulteriormente.

Aggravi che si sommano a quelli subiti negli ultimi anni, a fronte di retribuzioni e pensioni ferme. Le famiglie, in questo scenario, sono costrette a tagliare, persino sul consumo energetico e alimentare: per questo è necessario che il Governo agisca immediatamente, avviando misure concrete a sostegno del potere di acquisto di famiglie e pensionati, quali:

  • L’adozione di un taglio delle accise congruo, almeno fino a settembre (per evitare l’impatto su rifornimenti e beni di largo consumo).
  • Una rimodulazione, anche temporanea, delle aliquote IVA su un paniere di beni essenziali.
  • Un bonus energia più consistente, ed esteso a una platea di famiglie più ampia.
  • La creazione di un Fondo di contrasto alla povertà energetica ed alimentare per aiutare e sostenere i nuclei più vulnerabili.
  • La realizzazione della riforma degli oneri di sistema sui beni energetici, spostandone alcuni sulla fiscalità generale.
  • Monitoraggi, controlli e interventi sanzionatori contro le speculazioni lungo le filiere, in particolare per i prodotti di largo consumo e i carburanti.
  • Una riforma fiscale equa, davvero tesa a sostenere i bassi redditi e i redditi medi, quelli colpiti più duramente da queste dinamiche.
  • L’imposizione di una adeguata tassazione degli extraprofitti delle aziende energetiche e non solo, per finanziare misure di sostegno.

 

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