Come era prevedibile, purtroppo, a settembre l’inflazione vola al 4,2% su base annua (dal +3,3% di agosto), toccando i massimi da tre anni. Un incremento che risente delle tensioni internazionali sui prezzi dei beni energetici, il cui tasso di crescita passa dal +17,1% al +22,6%, costi che avranno un impatto particolarmente pesante con l’avvicinarsi della stagione invernale.
In salita anche i prezzi degli alimentari non lavorati, che passano dal +3,8% al +5,5%, per effetto di eventi climatici estremi e di costi di trasporto sempre più elevati. Comprare frutta e verdura fresche, infatti, è diventato quasi proibitivo: secondo i dati dell’O.N.F., rispetto al 2025 i prodotti ortofrutticoli sono aumentati del 12%, la carne del 7% e le uova del 16%, mentre i pomodorini hanno segnato un rincaro del 52%. Rincari che costringono le famiglie a pesanti rinunce: nell’ultimo anno oltre il 16,9% ha ridotto il consumo di carne e pesce, spostandosi verso tagli e qualità meno pregiate, ed è cresciuto il ricorso ai discount (+12%).
Con l’inflazione a questi livelli le ricadute per ogni famiglia, secondo le stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, ammonteranno a +1.402 euro annui.
Aumenti che si sommano a quelli subiti negli ultimi anni, a fronte di retribuzioni e pensioni ferme.
È necessario e urgente che il Governo torni ad occuparsi delle famiglie, avviando immediatamente misure concrete a sostegno del potere di acquisto, da inserire nella Legge di Bilancio:
- L’adozione di un meccanismo di accise mobili adeguato e in grado di attivarsi tempestivamente, quando necessario.
- Una rimodulazione, anche temporanea, delle aliquote IVA su un paniere di beni essenziali (con un risparmio che l’O.N.F. ha calcolato pari a oltre 6000 euro annui a famiglia).
- Un bonus energia più consistente, ed esteso a una platea di famiglie più ampia.
- La creazione di un Fondo di contrasto alla povertà energetica ed alimentare per aiutare e sostenere i nuclei più vulnerabili.
- Monitoraggi, controlli e interventi sanzionatori contro le speculazioni lungo le filiere, in particolare per i prodotti di largo consumo e i carburanti.
- Una riforma fiscale equa, davvero tesa a sostenere i bassi redditi e i redditi medi, quelli colpiti più duramente da queste dinamiche.
- La definizione di una reale tassazione sugli extraprofitti delle aziende energetiche (e non solo).
- Redistribuire ai cittadini, lavoratori e pensionati, il fiscal drag.