Dopo la quarta edizione del Libro nero dell’azzardo, presentata a Roma lo scorso 27 maggio, nelle prossime settimane CGIL, Federconsumatori e la Fondazione Isscon pubblicheranno la terza edizione di “Non così piccoli”, il report dedicato all’azzardo legale online nei piccoli comuni italiani. Del Libro Nero ha parlato il presidente di Isscon, Marzio Govoni, all’iniziativa genovese “Universo azzardo” promossa il 5 giugno dalla Campagna Mettiamoci in gioco.
È nelle realtà di dimensioni ridotte che spesso si individuano le anomalie più importanti, ponendo l’attenzione sull’azzardo legale da remoto come canale privilegiato dalla malavita per il riciclaggio del denaro sporco. È anche per questo motivo che i promotori del Libro Nero insistono sulla necessità di ottenere i dati di dettaglio, sia dell’azzardo fisico che di quello online, dei 7.900 Comuni italiani.
A Genova, Marzio Govoni, il Presidente della Fondazione Isscon ha anticipato un dato clamoroso del prossimo report: lo strano caso di una piccola realtà, che forse rappresenta un record a livello mondiale: Baia e Latina. In questo comune in provincia di Caserta, di 1.982 residenti, è stato raccolto nel 2025 un volume di giocate che sfiora i 150 mln di euro, tramite le piattaforme online. Una cifra incredibile, che corrisponde a quasi 103mila € per ogni residente in età 18-74 anni.
Di fatto un volume molto simile a quello raccolto nel 2025 nel comune di Caserta e non distante da quanto raccolto in un anno nell’intera provincia di Belluno, che di abitanti ne ha quasi 200.000. A Baia e Latina si è passati dai 45 mln giocati nel 2024 (già una cifra elevatissima) ai 150 mln di € del 2025, con “l’atterraggio” di 100 mln di € in più, su quel territorio, in un solo anno.
Nel piccolo Comune casertano il 96% del volume giocato nel 2025 è generato da una sola tipologia di gioco d’azzardo: il Betting Exchange (144 mln di €), che è stato più volte indicato dalla Commissione Parlamentare Antimafia come quello più vulnerabile alle infiltrazioni della criminalità organizzata e al riciclaggio di denaro sporco.
È evidente che volumi di quella portata non possono essere generati dai residenti, oppure da persone nate in quel Comune, poi emigrate; persone che avrebbero deciso, tutte allo stesso momento, di diventare supergiocatori d’azzardo. Più probabile la presenza di un limitato numero di grandissimi giocatori, oppure la georeferenziazione di linee VPN a servizio di attività intensissime di più supergiocatori, che “investono” nel Betting Exchange grandi cifre. Una attività decisamente fruttuosa; in una formula d’azzardo dove sono i giocatori a tenere il banco, succede che a volte le vincite superino le perdite, facendo ipotizzare accordi tra giocatori. È il caso di Baia e Latina, dove il “guadagno” è stato di mezzo milione di euro. Ma il reale interrogativo è da dove arrivino risorse così ingenti, in un’area, l’Alto Casertano, interessata da importanti dinamiche della criminalità organizzata.
Ribadiamo la necessità di una maggiore trasparenza nei dati: occorre ripensare il meccanismo di riconoscimento e di tracciabilità dei giocatori e prevedere le elaborazioni dei dati utilizzando non solo il codice fiscale. Il Betting Exchange va cancellato dall’elenco dei giochi legali, e l’azzardo deve essere una casa di vetro, agevolando l’azione di chi ne controlla la regolarità.