Consumi: alimentari in calo a settembre. Le famiglie spendono di più per comprare meno, mentre aumentano tagli e rinunce.

Ma la manovra non dà risposte a questa emergenza.

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I dati diffusi oggi dall’Istat sulle vendite, in particolare quelle alimentari, bastano da soli a rappresentare le difficoltà e le sofferenze che le famiglie stanno vivendo: nel comparto alimentare aumentano in valore (+1,7%) e diminuiscono in volume (-0,1%) rispetto a settembre 2025. Rispetto ad agosto 2026, invece, a fronte di una variazione in valore nulla, diminuiscono in volume del -0,3%.

E si fa riferimento ai dati di settembre, quando ancora i prezzi non avevano raggiunto i livelli attuali, con l’inflazione al 5,4%.

Si tratta di un grido di allarme: quando le famiglie riducono i consumi alimentari è un segnale preoccupante, di fronte al quale il Governo non può girare la testa dall’altra parte.

Da tempo denunciamo i tagli e le rinunce a cui le famiglie sono costrette: secondo i dati dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori nell’ultimo anno oltre il 16,9% delle famiglie ha ridotto il consumo di carne e pesce, orientandosi verso tagli e qualità meno pregiati, mentre il ricorso ai discount è cresciuto del 12%.

Le vendite, in generale, non vanno meglio: in termini tendenziali registrano una crescita dell’1,6% in valore e un calo dello 0,1% in volume. Anche la crescita del commercio online (+8,5% in valore e +7,1% in volume su base annua) indica una ricerca diffusa di canali più convenienti in alcuni comparti.

“Quando la spesa cresce e le quantità acquistate diminuiscono, a pagare il prezzo più alto sono le famiglie a basso e medio reddito, costrette a tagliare proprio sui beni primari, ed è proprio quello che sta accadendo”, dichiara Michele Carrus, Presidente di Federconsumatori. “Il confronto parlamentare sulla legge di bilancio è l’occasione per correggere la rotta con misure strutturali, efficaci e davvero rivolte alle famiglie.”

Per questo chiediamo:

  • Sconti sulle accise sui carburanti seri e duraturi, e meccanismi efficaci di riduzione automatica delle accise al crescere del prezzo della materia prima.
  • Una rimodulazione, anche temporanea, delle aliquote IVA su un paniere di prodotti essenziali, con un risparmio stimato dall’O.N.F. in oltre 600 euro annui a famiglia.
  • Un bonus energia più consistente ed esteso a una platea più ampia e un Fondo di contrasto alla povertà energetica e alimentare.
  • Controlli sulle filiere e sanzioni efficaci contro le speculazioni.
  • Sul piano fiscale, una riforma equa a sostegno dei redditi bassi e medi, la restituzione del fiscal drag a lavoratori e pensionati e una tassazione degli extraprofitti.
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