Sono passati due giorni dal criticato e insufficiente taglio dell’accisa sul gasolio di 17 centesimi, operativo fino al 6 agosto.
All’indomani del provvedimento il prezzo del gasolio avrebbe dovuto attestarsi, oggi, a 2,02 euro al litro, livello in ogni caso al di sopra del dovuto (di oltre +8,8 centesimi al litro secondo le rilevazioni del nostro Osservatorio Nazionale, in considerazione dell’andamento della materia prima e del cambio euro/dollaro).
Invece, il prezzo si attesta mediamente, indisturbato, a 2,185 euro al litro (fonte Quotidiano Energia): alla pompa non c’è stato alcun adeguamento, salvo qualche rara eccezione.
È come se i soldi spesi dallo Stato e reperiti a fatica facendo quadrare i bilanci siano stati completamente assorbiti dalle dinamiche speculative sui prezzi. Si tratta di una situazione paradossale, che richiede controlli e interventi immediati, anche con opportune sanzioni.
“È finita la pazienza, da mesi denunciamo come le compagnie adeguino i prezzi al ribasso con ritardi intollerabili, e comunque mantenendo sovrapprezzi che pesano sulle tasche dei cittadini per oltre 355,14 euro annui.” – afferma Michele Carrus, Presidente di Federconsumatori – “Ora è il momento di agire, senza perdere tempo, per ripristinare giustizia ed equità in questo settore e per far sì che le volontà speculative delle compagnie non danneggino i cittadini e i bilanci dello Stato.”