Il Governo, ancora una volta, risponde con misure del tutto insufficienti ai rincari dei carburanti. In pratica, con il nuovo mini-taglio delle accise, di appena una settimana, è come se offrisse un caffè ad ogni automobilista.
Secondo i nostri calcoli, stimando due pieni al mese ad automobilista, il taglio operato sull’accisa del gasolio (4,9 centesimi fino al 7 novembre) equivale a circa un 1,38 euro per il consumo effettuato nella settimana in cui vige lo sconto.
Va leggermente meglio per i cittadini che decidono di fare il pieno approfittando del taglio: in questo caso il risparmio ammonterà a ben 2,80 euro.
Una misura che sa di beffa, ben altri sono i provvedimenti necessari ed efficaci per arginare il caro carburanti e il loro impatto sui prezzi:
- sconti seri e duraturi (di almeno 20 centesimi sulla benzina e di almeno 30 sul diesel);
- nuove regole, controlli stringenti e sanzioni severe sui fenomeni speculativi lungo le filiere sui prezzi dei carburanti e dei generi di largo consumo;
- scorporo delle accise sui carburanti dal calcolo dell’IVA (per evitare l’insopportabile tassa sulle tasse), riportando quest’ultima ad un massimo del 10% su tutti i beni energetici.
È ora di intervenire con decisione, inoltre, sul fronte delle bollette: le famiglie si preparano a un autunno tutt’altro che caldo (saranno costrette a tagliare sui costi di energia e riscaldamento visto l’andamento dei prezzi). Il Governo dovrebbe dar loro delle risposte adottando misure urgenti, a partire dal disaccoppiamento del prezzo di gas ed energia elettrica, dalla riduzione strutturale degli oneri di sistema, dalla proroga del sistema delle Tutele graduali e dall’ampliamento della platea dei bonus energia.