Buoni fruttiferi Serie Q: la sentenza della Cassazione complica il percorso per i risparmiatori coinvolti.

Federconsumatori continuerà a garantire supporto e tutele ai cittadini interessati.

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La sentenza n. 10462/2026 della Corte di Cassazione rappresenta una nuova e profonda delusione per migliaia di risparmiatori possessori dei buoni fruttiferi postali Serie Q, che da anni attendono chiarezza e giustizia in merito al corretto riconoscimento di quanto loro dovuto a titolo di interesse maturato sui propri risparmi.

La Suprema Corte, infatti, ha ritenuto legittima l’applicazione della ritenuta fiscale del 12,50% secondo il principio di competenza, anno per anno, confermando, di fatto, la correttezza dell’operato di Poste Italiane.

Una pronuncia che rende ancora più difficile l’avvio di nuovi contenziosi su questa vicenda che, come Federconsumatori, seguiamo da anni, ritenendola profondamente ingiusta. La decisione, per di più, provenendo dalla Suprema Corte è destinata ad orientare i Giudici nei futuri procedimenti.

Federconsumatori prende atto della decisione della Corte, ma non può non evidenziare la forte amarezza dei cittadini coinvolti, molti dei quali avevano investito nei buoni Serie Q i risparmi di una vita, confidando nella sicurezza e nella non rischiosità di uno strumento garantito dallo Stato.

Si tratta dell’ennesimo capitolo di una vicenda lunga e complessa che aveva già visto, circa un anno fa il rigetto da parte della Corte d’Appello di Roma del reclamo promosso da Federconsumatori contro l’ordinanza di inammissibilità della class action relativa ai buoni Serie Q.

Federconsumatori continuerà a garantire supporto ai risparmiatori attraverso i propri sportelli territoriali, valutando caso per caso l’eventuale sussistenza di presupposti specifici per azioni individuali e aggiornando costantemente i cittadini sugli sviluppi normativi e giurisprudenziali della vicenda.

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