Attacchi hacker: necessario attivare misure straordinarie lungo tutta la filiera.

Chiediamo l’aggiornamento immediato dei sistemi di protezione e una task force dedicata presso l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.

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Gli attacchi informatici che negli ultimi giorni hanno colpito i sistemi di refrigerazione dei supermercati in diversi Paesi europei, con episodi segnalati anche in Italia, in particolare in Sicilia, Toscana ed Emilia-Romagna, richiedono la massima prudenza da parte di tutti, a partire dagli operatori della filiera e dalle autorità preposte ai controlli.

Al termine della riunione con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) e i vertici dell’intelligence, il Governo tranquillizza: l’impatto in Italia è al momento limitato, sono state interessate poche unità commerciali, per lo più dotate di sistemi di sicurezza obsoleti. Non sarebbe emerso, finora, alcun caso di rischio per la salute riconducibile a fenomeni di scongelamento. Prendiamo atto di queste rassicurazioni, ma non bisogna abbassare la guardia.

La strategia di chi conduce questi attacchi potrebbe cambiare, per questo dobbiamo essere pronti a individuare ogni possibile segnale di compromissione della catena del freddo.

Per gli operatori della distribuzione, della logistica alimentare e della refrigerazione è necessario adottare immediatamente le misure raccomandate dall’ACN: verifica dell’esposizione su Internet dei sistemi di controllo e teleassistenza, loro separazione dalle reti aziendali, accessi da remoto protetti con VPN e autenticazione a più fattori, controllo degli account e sostituzione dei dispositivi non più supportati dai produttori. È indispensabile, inoltre, non affidarsi unicamente al sistema di controllo collegato in rete (è proprio quello che viene manomesso), dotandosi di sensori e registratori di temperatura non connessi a Internet, allarmi attivati da soglie critiche, registrazione costante delle temperature. È opportuno, su alcuni prodotti campione, inoltre, applicare gli indicatori tempo-temperatura (piccole etichette che cambiano colore in modo irreversibile se il prodotto supera una soglia termica) già diffusi nella logistica del freddo.

In caso di riscontro di anomalie, bisogna provvedere al ritiro immediato dalla vendita dei prodotti sospetti e alla comunicazione tempestiva e trasparente verso la clientela, come già avvenuto da parte dei gruppi colpiti in Sicilia.

Per i consumatori, oltre alle verifiche sulla consistenza delle confezioni, un segnale a cui prestare attenzione è la presenza di grossi cristalli di ghiaccio all’interno della confezione o di prodotto aggregato in blocchi. Le verdure surgelate devono presentarsi sciolte nella confezione. Al contrario, le vaschette sottovuoto, come i preparati di frutti di mare, devono risultare rigide e non flessibili. Vanno evitate le confezioni in cartone umide o con brina in superficie. In presenza di qualsiasi dubbio o segnale sospetto è opportuno informare immediatamente il personale del punto vendita.

“Questa vicenda dimostra come la sicurezza informatica sia diventata ormai parte integrante della sicurezza alimentare e della tutela della salute pubblica”, afferma Michele Carrus, Presidente di Federconsumatori. “Per questo chiediamo che l’aggiornamento dei sistemi di protezione diventi un obbligo verificato per tutta la filiera, e che venga attivata presso l’ACN una task force dedicata, capace di coordinare operatori, consumatori, autorità sanitarie e forze dell’ordine. È necessario, inoltre, scongiurare che i costi di eventuali danni si traducano in rincari a carico delle famiglie.”

Federconsumatori continuerà a monitorare l’evolversi della situazione e resterà a disposizione dei cittadini per eventuali dubbi, criticità, denunce.

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