Si è riunita oggi la Commissione di allerta rapida presso il Garante che ogni settimana effettua un monitoraggio sull’andamento dei prezzi. Il focus è stato su carburanti, trasporti, materie prime e prodotti agroalimentari.
I prezzi dei prodotti ortofrutticoli registrano una sostanziale tenuta rispetto all’ultima settimana, pur con un andamento altalenante legato alla maggiore domanda stagionale, che fa lievitare alcuni prodotti rispetto ad altri; sui fertilizzanti agricoli si osserva anche una leggera riduzione rispetto alla settimana precedente; ma per entrambi i comparti quel che rileva è il forte aumento dei prezzi rispetto all’anno precedente e rispetto a febbraio scorso, prima dello scoppio della guerra all’Iran.
Si evidenzia una certa tensione sui prezzi relativi agli imballaggi, alla logistica e ai noleggi nei servizi di trasporto, dovuta ad un aumento delle quotazioni di materie prime come polietilene e alluminio connessa ad una domanda crescente di beni.
È poi emersa una leggera riduzione del prezzo dei carburanti, riferibile presumibilmente alla situazione delle trattative in corso tra Usa e Iran per la fine delle ostilità, ma questo si mantiene in ogni caso su livelli elevati rispetto al periodo precedente al conflitto e comunque assai superiore al prezzo che le quotazioni di mercato del petrolio, gas e derivati potrebbero giustificare. Diventa perciò necessaria un’azione decisa, anche in termini di vigilanza e sanzione, verso le compagnie e la rete distributiva perché riducano i prezzi praticati alla clientela, almeno con la stessa velocità con cui praticano gli aumenti quando ci sono variazioni sui mercati internazionali.
A tal proposito, i tre rappresentanti delle associazioni dei consumatori e degli utenti nominati dal Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (CNCU) – Michele Carrus, Furio Truzzi e Anna Rea – ribadiscono la necessità di una innovazione normativa e di una effettiva maggior vigilanza sulla formazione dei prezzi lungo le principali filiere economiche (dal prezzo all’origine a quello per il consumatore finale) per evitare ingiusti e inaccettabili fenomeni speculativi, e rinnovano la richiesta, oramai improrogabile, di un deciso intervento strutturale da parte del Governo circa gli oneri fiscali e parafiscali sui carburanti e sui beni energetici, che nel nostro Paese sono decisamente tra i più alti in Europa.