Prezzi: inflazione al palo, ma non per gli alimentari.

Necessario avviare ogni azione e misura utile alla ripresa.

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L’Istat ha pubblicato i dati relativi all’inflazione a giugno: secondo l’Istituto di Statistica l’indice nazionale dei prezzi al consumo segna quota -0,2% su base annua e +0,1% su base mensile.

Un andamento, rileva l’Istat, frutto di spinte contrapposte: da un lato il calo dei beni energetici, dall’altro il rialzo dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona (in crescita del +2,3%).

Un dato che, a nostro avviso, appare ancora sottostimato: dopo la fortissima crescita registrata nel periodo marzo-maggio, in cui i prezzi nell’agroalimentare hanno raggiunto picchi di incremento fino al +35%, ancora oggi registriamo tensioni tra il 2 e il 5%.

In questa fase delicata e alla luce dei dati rilevati, incerti e critici anche sul piano dei consumi, è fondamentale intervenire in ambito economico e sociale per avviare un rilancio all’insegna della creazione di posti di lavoro, di investimenti per lo sviluppo tecnologico, di misure destinate all’eliminazione di disparità e disuguaglianze.

È questo il momento per fare la differenza: ulteriori attese o ritardi produrranno gravi danni all’intero Paese, perciò è urgente che il Governo disponga l’immediata erogazione di misure di sostegno, bonus e agevolazioni e a tutti coloro che, da mesi, ancora li attendono. Inoltre è indispensabile che i provvedimenti non si limitino a interventi di carattere emergenziale, ma si traducano in misure strutturali capaci di restituire al Paese occasioni di crescita e di sviluppo.

In tal senso non si può tergiversare oltre sul Mes: ottenere i fondi europei per la sanità consentirebbe all’Italia di concentrare maggiori risorse per gli investimenti indispensabili per la ripresa.

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