Prezzi: dalla Commissione di allerta rapida emergono margini di discesa per il prezzo del diesel (di -9 cent al litro).

Impensabile non prorogare il taglio delle accise.

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Si è tenuta oggi una riunione della Commissione di allerta rapida sui prezzi, con il focus sui carburanti, sul mercato energetico e sulle ripercussioni sui beni di largo consumo. È emerso, in maniera chiara ed evidente, che in assenza del taglio delle accise, da noi fortemente voluto, la situazione sarebbe stata decisamente più grave, con effetti ancor più pesanti sui prezzi. Le analisi dimostrano, infatti che, mediamente, il taglio delle accise ha determinato benefici di circa il -5% sul prezzo alla pompa.

È emerso anche come il prezzo del diesel, visto l’andamento delle quotazioni e della tassazione, si trova al di sopra del prezzo a cui dovrebbe attestarsi di ben +9 centesimi al litro. Questo si traduce, per un automobilista che ha un’auto a gasolio, in un aggravio di oltre 86,40 euro annui, a cui si aggiungono aggravi di +105 euro annui a famiglia per le ricadute sui prezzi dei beni di largo consumo trasportati in larga parte su gomma.

Tale andamento, richiama l’attenzione sulla necessità di istituire ancora maggiori strumenti sanzionatori, per evitare intollerabili fenomeni speculativi.

Risulta del tutto impensabile, in una fase incerta come quella attuale, non prorogare il taglio delle accise. Una misura che a malapena è riuscita a contenere, in parte, i costi dei carburanti e l’impatto sui prezzi, ma che, se decadesse, riporterebbe effetti drammatici sull’intera economia. Per questo riteniamo necessario e indispensabile disporre, da subito, una proroga almeno per un mese (sicuramente da rinnovare per altri due, o almeno fino a quando la situazione tornerà alla normalità) del taglio delle accise (che in assenza di misure decadrebbe dal 1° maggio).

Le risorse per prorogare tale taglio, che dovrebbe essere accompagnato anche da una riduzione dell’IVA su metano e biometano, vanno reperite attraverso misure di riequilibrio, a partire da un incremento della tassazione sugli extraprofitti.

Un altro dato interessante emerso oggi, infine, riguarda il jet fuel, che non risulta avere registrato particolari tensioni nelle ultime settimane, sebbene i prezzi si attestino su livelli doppi rispetto allo scoppio del conflitto in Medio Oriente. Questo andamento mette in evidenza un fatto importante: le minacce di cancellazione di voli e i prezzi cresciuti con percentuali a doppia cifra sono scelte di carattere puramente economico/strategico, non dettate da una manifesta carenza di carburante.

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