Modena Nerd: pollo fritto in cambio di un tatuaggio.

La discutibile iniziativa di KFC apre le porte a una pericolosa deriva delle attività di marketing.

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Che i cittadini, per risparmiare visti i tempi di crisi, siano disposti a tutto, è probabile. Ma forse non a tatuarsi il logo di KFC pur di mangiare pollo fritto gratis.

Questa la discutibile iniziativa del noto fast food in occasione di Modena Nerd, fiera della cultura pop, dei videogiochi e dei fumetti, che attira un folto pubblico, tra cui una grande quantità di bambini e ragazzi.

Nella scorsa edizione lo stand avrebbe “marchiato” una cinquantina di persone, a quanto risulterebbe, fatto gravissimo, anche in assenza di autorizzazione e dei necessari protocolli igienico-sanitari definiti da una rigida normativa. Protocolli che, sospettiamo, non siano stati rispettati nemmeno in occasione della edizione 2026, e abbiamo interpellato in tal senso il Comune di Modena per verificare la correttezza dell’iter autorizzativo.

Ma, al di là del rilevantissimo aspetto di ordine igienico-sanitario, a sollevare più di una perplessità è l’iniziativa in sé. Tra l’altro non l’unica a quanto ci risulta, dal momento che pratiche simili vengono adottate anche da noti locali che promettono consumazioni gratis ai clienti che si tatuano il logo.

Un marketing invadente che travalica in maniera prepotente e pervasiva i confini della sponsorizzazione, per appropriarsi letteralmente del corpo del consumatore, rendendolo uno sponsor vivente. La sproporzione di questo scambio è evidente: l’azienda ottiene un contratto pubblicitario a vita, il consumatore riceve pollo fritto.

Un marketing che ha superato ogni limite: non si accontenta più a raggiungere e coinvolgere il consumatore vuole farne un supporto fisico del proprio messaggio. E lo fa nel contesto peggiore possibile, quello di una fiera frequentata da un pubblico giovanissimo, in cui l’iniziativa è proposta come un gioco, come il segno di appartenenza a una community, facendo pericolosamente leva sul bisogno di riconoscimento.

Iniziative come queste, che pensavamo confinate ai romanzi distopici, raccontano bene una nuova società dei consumi su cui tutti dovremmo riflettere. Una società che ha smesso di distinguere tra persona e prodotto, in cui ogni cosa è potenzialmente monetizzabile, figuriamoci un pezzettino del nostro corpo. È una prospettiva che ci appare grottesca, ma se accettata, domani, ci sembrerà pericolosamente normale.

Federconsumatori Modena e Federconsumatori Nazionale chiedono al Comune di Modena e all’Azienda USL di non consentire questo iniquo scambio tra pollo fritto e tatuaggi pubblicitari. Chiediamo inoltre opportune verifiche sulle autorizzazioni rilasciate lo scorso anno. A Modena Nerd, per la sua parte, chiediamo di cancellare la presenza di KFC dai propri stand, difendendo il buon nome che una Fiera così apprezzata si è guadagnata negli anni.

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