Istat: la fiducia aumenta, forse, tra gli italiani sotto l’ombrellone (pochi).

In controtendenza il dato sulla situazione economica familiare, con famiglie costrette a tagli e rinunce.

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I dati diffusi oggi dall’Istat raccontano un clima di fiducia in miglioramento: da 92,4 a 94,2 per i consumatori, da 95,3 a 95,6 per le imprese. In controtendenza, non a caso, i giudizi sulla situazione economica familiare, che segna invece un calo.

Il clima di vacanza e le notizie positive sull’evoluzione dei conflitti (immediatamente smentite) hanno infuso ottimismo nelle famiglie, che però restano ben consapevoli sia della propria situazione economica, sia della scarsa possibilità di risparmiare nella fase attuale (altro dato in calo).

I dati dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, infatti, raccontano una storia diversa: quella di famiglie costrette a tagli e rinunce sempre più evidenti e marcati, persino in settori vitali come l’alimentazione, con un calo del consumo di carne e pesce pari -16,9%; la caccia alle offerte, o ai prodotti prossimi alla scadenza, abitudine adottata dal 52,5% dei cittadini; l’aumento della spesa presso i discount del +12,2%.

Di fronte a questa situazione il Governo continua a occuparsi di altro, lo dimostrano gli interventi tardivi e insufficienti sulle accise, che come, stiamo vedendo, non sono adeguati a contenere i rincari (e rimangono spesso disapplicati alla pompa).

Per questo riteniamo non più rinviabile un pacchetto di misure a sostegno delle famiglie, che preveda:

  • Un taglio delle accise adeguato, su benzina e gasolio, almeno fino a settembre, accompagnato da severi controlli sulla sua applicazione.
  • La rimodulazione dell’Iva sui generi di largo consumo (che consentirebbe un risparmio di oltre 530 euro annui a famiglia).
  • Un bonus energia più consistente, adeguato ad affrontare l’attuale situazione attuale.
  • La creazione di un Fondo di contrasto alla povertà energetica e una azione di contrasto alla povertà alimentare.
  • L’avvio di determinate azioni di verifica e contrasto a intollerabili fenomeni speculativi sui prezzi lungo le filiere.
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