
Da un´indagine condotta in Trentino-Alto Adige dai
Carabinieri del Noe, il nucleo operativo ecologico, è emerso che due impianti
di cogenerazione, a Lana e Versciaco, anziché smaltire le ceneri di
lavorazione come rifiuto, le vendevano a una ditta austriaca che poi le
trasportava all´estero (Croazia e Serbia), dove venivano trasformate
in bricchette per barbecue aggiungendo plastica. Le confezioni con
false certificazioni venivano poi vendute in Svizzera, Germania e Italia.
La carbonella, venduta come carbone di legna, risultava
tossica poiché durante la combustione rilasciava Ipa, Idrocarburi
policiclici aromatici, e diossine.
Le bricchette illecitamente immesse sul mercato
con false certificazioni non sono idonee all´uso per la cottura dei cibi.
In seguito agli accertamenti, che hanno portato a nove
indagati che dovranno rispondere dei reati di traffico illecito di rifiuti
e frode in commercio, ulteriori sequestri sono stati predisposti in una
cinquantina di punti vendita di bricolage in Italia. La nota catena di Obi-Italia,
oltre ad aver annunciato il ritiro dal commercio delle bricchette, ha
annunciato che si costituirà parte civile.
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