Maxi sequestro di bricchette per barbecue 

2024-08-19


Da un´indagine condotta in Trentino-Alto Adige dai Carabinieri del Noe, il nucleo operativo ecologico, è emerso che due impianti di cogenerazione, a Lana e Versciaco, anziché smaltire le ceneri di lavorazione come rifiuto, le vendevano a una ditta austriaca che poi le trasportava all´estero (Croazia e Serbia), dove venivano trasformate in bricchette per barbecue aggiungendo plastica. Le confezioni con false certificazioni venivano poi vendute in Svizzera, Germania e Italia.

La carbonella, venduta come carbone di legna, risultava tossica poiché durante la combustione rilasciava Ipa, Idrocarburi policiclici aromatici, e diossine.

Le bricchette illecitamente immesse sul mercato con false certificazioni non sono idonee all´uso per la cottura dei cibi.

In seguito agli accertamenti, che hanno portato a nove indagati che dovranno rispondere dei reati di traffico illecito di rifiuti e frode in commercio, ulteriori sequestri sono stati predisposti in una cinquantina di punti vendita di bricolage in Italia. La nota catena di Obi-Italia, oltre ad aver annunciato il ritiro dal commercio delle bricchette, ha annunciato che si costituirà parte civile. 








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