
Il quotidiano inglese The
Guardian ha pubblicato un approfondimento sui casi di frodi nella produzione e
nella commercializzazione dell´olio d´oliva nei Paesi UE, redatto sulla base
dei dati raccolti proprio su questo fenomeno dalle istituzioni comunitarie.
In seguito all´aumento dei prezzi
del prodotto, provocato soprattutto dagli eventi meteorologici estremi
conseguenti alla crisi climatica, si è verificata un´espansione del mercato
parallelo irregolare, con un aumento esponenziale delle notifiche
transfrontaliere nell´Unione, tra cui etichettature errate, potenziali frodi e
oli contaminati: da gennaio a marzo sono stati segnalati 50 casi (nel 2018
nello stesso lasso di tempo sono state registrate meno di 20 segnalazioni) di
oli contaminati/adulterati con sostanze non autorizzate, tra cui pesticidi e
oli minerali e poi appunto etichettati come extra vergine, nonché numerosi
episodi di di etichettatura di origine fuorviante o falsa.
Da notare come in Italia si riscontri il numero più alto di
notifiche di non conformità in tutta l´UE: ad esempio delle 182 segnalazioni
pervenute nel 2023, quasi un terzo del totale riguardavano proprio prodotti
provenienti dal nostro Paese.
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