
La Corte dei Conti europea ha
pubblicato un report sul bilancio UE da cui emerge come i circa 500 milioni di
euro erogati annualmente nell´ultimo decennio agli operatori del settore
vinicolo dei Paesi membri siano stati sì impiegati per operazioni di ristrutturazione
e implementazione delle strutture ma senza tenere in considerazione né
l´impatto ambientale degli interventi svolti né se effettivamente questi ultimi
fossero realmente efficaci e migliorativi sul fronte della competitività.
A tale proposito la Politica
Agricola Comune dell´Unione Europea prevede disposizioni ben precise, poiché
stabilisce che i produttori di vino possono beneficiare di un contributo
economico comunitario specificamente finalizzato alla realizzazione di interventi
che rendano il vigneto realmente più competitivo e/o che siano funzionali
all´installazione di sistemi di riduzione dell´impronta di carbonio. Stando a
quanto rilevato dalla Corte, però, nella maggior parte dei casi i requisiti non
sono stati rispettati, anche perché il problema è stato individuato nello
stesso processo di selezione delle richieste presentati: in sostanza né la
Commissione UE né gli Stati membri – in particolare i revisori hanno effettuato
accertamenti in Spagna, Francia, Italia, Grecia e Repubblica Ceca, a cui sono
state assegnate la maggior parte delle risorse disponibili – hanno verificato
se, in che modo e in che misura i progetti incrementassero appunto la
competitività e/o riducessero l´impatto ambientale.
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