
La Commissione Europea ha annunciato l’invio di un parere motivato – che costituisce il secondo step della procedura di infrazione prevista dai regolamenti comunitari – nei confronti di Italia, Croazia, Estonia, Portogallo e Slovenia per i programmi nazionali adottati dai Paesi in questione per gestire i rifiuti radioattivi. Le Autorità comunitarie ritengono che gli Stati membri destinatari del provvedimento abbiano previsto, in seguito allo smantellamento delle centrali nucleari, un periodo transitorio troppo lungo per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi e che comunque i programmi nazionali per gestire queste stesse scorie non siano del tutto conformi alla direttiva sul combustibile esaurito e sui rifiuti radioattivi.
L’Italia, così come gli altri Paesi coinvolti, ha 2 mesi di tempo per rimediare alle criticità segnalate e qualora la risposta non venga considerata adeguata la Commissione potrà deferire i casi alla Corte di Giustizia UE e chiedere sanzioni pecuniarie.
Stando ai dati raccolti, alla fine dello scorso anno nel nostro Paese lo smantellamento è arrivato, dopo un percorso lungo 23 anni, appena al 35%. di attività. Nel 2021, è stata pubblicata la mappa dei siti idonei allo stoccaggio definitivo delle scorie, ma ancora non sono stati identificati quelli che le accoglieranno.
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