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Di recente la questione delle attività di marketing per la promozione dei cibi spazzatura è stata oggetto di un intenso dibattito tra gli esperti del settore. Numerosi report, studi e indagini hanno rilevato la pervasività della pubblicità destinata ai giovanissimi, in particolare online, dimostrando come l’attività promozionale del junk food incentivi concretamente e significativamente i ragazzi a consumare cibi poco sani.
In particolare i ricercatori dell’Università di Liverpool, nel Regno Unito, hanno raccolto i risultati di decine di studi che, appunto, attestano un’associazione tra il marketing del cibo poco sano e il comportamento alimentare: a prescindere dalla modalità di diffusione (web, tv, cartellonistica ecc.) la pubblicità provoca un significativo aumento del consumo di alimenti a elevato contenuto di grassi, zuccheri e sale.
Alla luce di tali risultati, medici, ricercatori ed esperti del settore concordano nel sottolineare la necessità di recepire le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in materia e comunque di limitare quanto più possibile la pubblicità del junk food.
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