
I ricercatori delle Università britanniche di Exeter e di Bath hanno pubblicato, in collaborazione con i colleghi dell’Università australiana del Queensland, un articolo sulla rivista scientifica sulla rivista Environmental Science and Policy in cui si propone la realizzazione di un’etichetta a semaforo per gli imballaggi.
I ricercatori hanno evidenziato come nel mondo, a fronte di una produzione annua di plastica di circa 368 tonnellate, si riscontrino tassi di riciclo estremamente variabili, soprattutto a causa delle molteplici regolamentazioni vigenti nei diversi Paesi e del crescente numero di materiali in circolazione, che rendono sempre più complesso il corretto smaltimento. Per questo i ricercatori suggeriscono di apporre un’etichetta strutturata sul modello del “semaforo” adottato per i prodotti alimentari in base ad una scala di valutazione internazionale, indicando inoltre le modalità di smaltimento ed esplicitando la presenza di tutti i materiali, additivi compresi. La proposta fa riferimento in particolare alle confezioni in plastica, per le quali la presenza dell’etichetta permetterebbe al consumatore di riconoscere gli imballaggi più sostenibili e meno inquinanti nonché di differenziare correttamente la confezione stessa per lo smaltimento.
I ricercatori hanno infine sottolineato che l’etichettatura degli imballaggi in plastica porterebbe le aziende ad una maggiore responsabilità e trasparenza, poiché il fatto stesso di dover esplicitare la composizione dei materiali di imballaggio costituirebbe un incentivo ad impiegare componenti più sostenibili.
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