
Le visite mediche a “cronometro” – cioè che non possono protrarsi oltre un certo tempo stabilito – sono state giudicate illegittime.
Contro Il sistema delle visite a tempo, introdotto dalla Regione Lazio per ridurre le liste d’attesa, è stato presentato un ricorso dal Sindacato Unico Medicina ambulatoriale Italiana (Sumai) e il Tar del Lazio ha accolto l’istanza: secondo i giudici “eventuali modifiche al sistema riguardante numero e durata delle prestazioni dovrebbero essere riservate alla contrattazione collettiva”. Inoltre sarebbe stata violata anche “l’autonomia di giudizio del singolo professionista, circa la congruità del tempo da riservare alle singole visite”, poiché deve essere lo specialista a stabilire il tempo della visita in ambulatorio, non le tabelle.
La sentenza infine afferma che l’obiettivo della riduzione delle liste d’attesa potrebbe essere concretizzato attraverso un aumento delle risorse umane e strumentali.
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